Pompa di calore in appartamento a Roma: quando conviene col Conto Termico 3.0

Installare una pompa di calore in appartamento conviene col Conto Termico 3.0 quando sostituisci un impianto di riscaldamento che esiste già e preferisci ricevere un contributo diretto in tempi brevi, invece di una detrazione in dieci anni. L’incentivo è gestito dal GSE, è aperto anche ai privati e copre al massimo il 65% delle spese ammissibili. Non si somma però alle detrazioni fiscali sullo stesso intervento, i fondi sono limitati e le regole su pagamenti e documenti sono rigide. Qui trovi come funziona, il confronto con la detrazione e cosa controllare prima di firmare, soprattutto se abiti in condominio a Roma.

Cos’è il Conto Termico 3.0 e a che punto è

Il Conto Termico 3.0 è l’incentivo statale per chi sostituisce il vecchio impianto con sistemi a fonti rinnovabili. È regolato dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025 ed è in vigore dal 25 dicembre 2025. Lo gestisce il GSE, che ha pubblicato le regole applicative il 19 dicembre 2025 e ha aperto il portale per le domande il 2 febbraio 2026.

Le risorse sono 900 milioni di euro l’anno. Ad aprile 2026 il Ministero dell’Ambiente ha rivisto la ripartizione: 450 milioni per i privati (imprese comprese) e 450 per le pubbliche amministrazioni. Non sono infinite: il 3 marzo 2026 il GSE ha sospeso l’invio di nuove richieste, perché in un mese ne erano arrivate per circa 1,3 miliardi di euro, e ha riaperto il portale il 13 aprile 2026. Prima di decidere, quindi, controlla sul sito del GSE che il portale sia aperto.

Le regole potrebbero cambiare ancora: il 22 ottobre 2026 la Conferenza Unificata ha dato l’intesa su un decreto correttivo del Conto Termico 3.0. Finché il nuovo decreto non sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale valgono le regole descritte qui.

Pompa di calore in appartamento: chi può chiedere l’incentivo

Può chiederlo chi ha la disponibilità dell’appartamento come proprietario o come titolare di un altro diritto reale o personale di godimento. Per i privati, nelle abitazioni, l’incentivo riguarda le rinnovabili termiche e le pompe di calore; non riguarda cappotto e infissi.

Ci sono tre condizioni da conoscere subito:

  • La casa deve avere già un impianto di riscaldamento. L’incentivo premia la sostituzione dell’impianto esistente, non una prima installazione. Una casa senza riscaldamento non può accedere.
  • Categoria catastale. Sono ammesse le abitazioni del gruppo A, escluse le categorie A/8, A/9 e A/10.
  • Requisiti tecnici. La pompa di calore deve rispettare i rendimenti minimi fissati dal decreto e i terminali devono avere valvole termostatiche o una regolazione equivalente.

Quali interventi sono ammessi

  • Pompa di calore elettrica o a gas al posto del vecchio generatore, anche per l’acqua calda sanitaria.
  • Sistema ibrido, cioè pompa di calore e caldaia a condensazione che lavorano insieme.
  • Scaldacqua a pompa di calore al posto del vecchio scaldabagno.
  • Solare termico.
  • Fotovoltaico con accumulo, ma solo se installato insieme alla pompa di calore elettrica che sostituisce il vecchio impianto.

Il GSE pubblica un catalogo di apparecchi già qualificati: se scegli un modello presente nel catalogo, la domanda richiede meno documenti.

Quanto si recupera e in quanto tempo

L’importo non è una percentuale fissa della fattura. Il GSE lo calcola in base alla potenza della pompa di calore, al suo rendimento stagionale e alla zona climatica, e in ogni caso non può superare il 65% delle spese ammissibili. Per questo la cifra esatta va calcolata sul modello scelto, prima dell’acquisto, dall’installatore o dal tecnico che segue la pratica.

Il vantaggio rispetto alla detrazione è nei tempi. Se l’incentivo non supera i 15.000 €, arriva in un’unica rata; sopra questa soglia, per gli impianti domestici, in due rate annuali. La domanda si presenta a lavori finiti e pagati: la spesa quindi la anticipi tu.

Conto Termico 3.0 o detrazione fiscale: il confronto

Sullo stesso intervento non puoi avere tutte e due le cose: il Conto Termico non è cumulabile con altri incentivi statali, detrazioni comprese. Bisogna scegliere prima di pagare, perché cambia anche il tipo di bonifico.

Cosa cambia Conto Termico 3.0 Detrazione fiscale
Quanto Importo calcolato dal GSE, al massimo il 65% della spesa ammissibile Per le spese del 2026: 50% sull’abitazione principale del proprietario, 36% negli altri casi. Per il 2027 la legge in vigore oggi prevede 36% e 30%
Tempi Rata unica fino a 15.000 € 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi
Serve avere tasse da pagare? No, è un contributo versato sul conto Sì, la detrazione riduce l’IRPEF dovuta
Pagamento Bonifico ordinario con il riferimento al decreto del 7 agosto 2025 Bonifico “parlante” per detrazioni
Dopo i lavori Domanda al GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori Comunicazione all’ENEA
Certezza Fondi annui limitati: il portale può chiudere Non dipende da un fondo, ma le aliquote cambiano con la legge di bilancio

In pratica: il Conto Termico interessa soprattutto chi ha poche imposte da cui detrarre (per esempio un pensionato o chi ha già altre detrazioni in corso) o chi vuole rientrare della spesa in tempi brevi. La detrazione resta più semplice se la pompa di calore fa parte di una ristrutturazione più ampia, dove il resto dei lavori va comunque in detrazione. Le regole fiscali complete sono nella nostra guida ai bonus casa 2026 a Roma.

Come si presenta la domanda, passo per passo

  1. Prima dei lavori: fotografa il vecchio impianto, la sua targa e il locale. Le foto del prima e del dopo servono per la domanda.
  2. Scegli l’apparecchio verificando i requisiti, meglio se tra quelli del catalogo GSE, e fatti calcolare l’incentivo atteso.
  3. Paga con bonifico ordinario bancario o postale, con il riferimento al decreto. Il bonifico usato per le detrazioni fiscali non va bene: è l’errore più facile da fare.
  4. A lavori finiti fatti consegnare dichiarazione di conformità, libretto di impianto e schede tecniche.
  5. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori presenta la domanda sul portale del GSE. Puoi delegare la compilazione a un’altra persona.
  6. Conserva tutto: fatture, bonifici e documenti originali vanno tenuti per gli anni successivi, perché il GSE può fare controlli.

In condominio a Roma: cosa controllare prima

La pompa di calore ha quasi sempre un’unità esterna, e in un appartamento è spesso il punto più delicato. Prima di ordinare conviene verificare:

  • Dove mettere l’unità esterna. Balcone, terrazzo o facciata: contano lo spazio, il rumore verso i vicini e lo scarico della condensa.
  • Il regolamento di condominio, che può porre limiti a ciò che si installa in facciata.
  • Eventuali vincoli. Nel centro storico e sugli edifici tutelati servono verifiche in più: meglio chiedere a un tecnico prima di comprare.
  • Se il riscaldamento è centralizzato. Staccarsi dall’impianto condominiale è un tema a parte, da valutare con l’amministratore e con un tecnico.
  • L’impianto elettrico. La pompa di calore chiede una linea dedicata e spesso più potenza al contatore: se l’impianto è vecchio conviene sistemarlo nello stesso cantiere. Ne parliamo nella guida su quando rifare l’impianto elettrico di una casa vecchia.
  • I termosifoni. La pompa di calore lavora meglio a bassa temperatura: rende di più con il riscaldamento a pavimento o con radiatori adeguati.
Schema di una pompa di calore in appartamento: unità esterna sul balcone, unità interna e termosifoni o riscaldamento a pavimento
Le tre parti dell’impianto: per ognuna c’è una cosa da verificare prima di ordinare.

Quanto costa installare una pompa di calore

Intervento Prezzo indicativo
Pompa di calore da circa 5.400 €
Sistema ibrido (pompa di calore e caldaia) da circa 6.700 €
Riscaldamento a pavimento da circa 40 €/m²

Sono prezzi di partenza: cosa comprende ogni voce e il prezzo definitivo si fissano dopo il sopralluogo. Se la pompa di calore rientra in una ristrutturazione completa, per un ordine di grandezza del totale puoi usare il calcolatore del preventivo.

Domande frequenti

Posso avere il Conto Termico 3.0 e anche la detrazione del 50%?

Non sullo stesso intervento: il Conto Termico non è cumulabile con altri incentivi statali, comprese le detrazioni fiscali. Va scelto uno dei due prima di pagare.

Vale anche se in casa non ho mai avuto il riscaldamento?

No. L’incentivo riguarda la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente con uno più efficiente.

Posso chiederlo se sono in affitto?

Il GSE ammette chi ha la disponibilità dell’immobile come proprietario o come titolare di un altro diritto reale o personale di godimento. Se sei in affitto, verifica il tuo caso sul sito del GSE e parlane con il proprietario prima di iniziare.

Quanto tempo ho per fare la domanda?

90 giorni dalla conclusione dei lavori. Oltre questo termine la domanda non è più ammessa.

Il Conto Termico c’è sempre?

No, dipende dai fondi dell’anno. A marzo 2026 il portale è stato sospeso per alcune settimane per l’eccesso di richieste. Controlla lo stato sul sito del GSE prima di firmare il contratto con l’installatore.

Vale anche per un condizionatore che fa caldo e freddo?

Solo se sostituisce l’impianto di riscaldamento esistente e rispetta i requisiti del decreto. Un climatizzatore aggiunto a una casa che resta scaldata dalla vecchia caldaia non rientra.

Stai pensando di cambiare impianto durante i lavori?

Se devi ristrutturare e vuoi capire se nel tuo appartamento ha senso passare alla pompa di calore, chiamaci al +39 333 935 7376 o scrivi a info@edil-dima.it: veniamo a vedere la casa. Siamo a Guidonia Montecelio e lavoriamo a Roma e provincia.

Fonti ufficiali

Situazione aggiornata al 26 ottobre 2026. I prezzi sono indicativi: il prezzo definitivo si fissa dopo il sopralluogo. Le informazioni su incentivi e detrazioni hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere di un commercialista, di un CAF o di un tecnico abilitato.